mercoledì 24 Luglio 2019
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Photo by Marvin Meyer on Unsplash

Backup TimeMachine su RaspberryPi in pochi click

Il Backup è quella cosa che andava fatta prima…
Negli anni decine di miei clienti hanno perso foto di famiglia, documenti di lavoro, email importanti solo per aver tralasciato la cosa più importante… il backup!
Gli utenti Mac, di default, trovano preinstallata la funzionalità TimeMachine, un backup molto semplificato dei file che però necessità di particolari accorgimenti, in particolare un server di rete in grado di gestire TimeMachine.
Guarda caso, hai un fantastico RasberryPi li vicino ed è giunto il momento di dargli un nuovo potere, quello di mettere al sicuro i tuoi dati.

Necessario

Partiamo dal necessario, ovviamente un

  • RaspberryPi
  • SD
  • Disco USB alimentato da dedicare al progetto
  • Mezz’oretta di tempo libero

Preparazione

Iniziamo con l’installare Raspbian. Inseriamo la scheda SD nel PC, scarichiamo Etcher e la il file .img di Raspbian, scegli Lite o Full in base alle tue preferenze, io ho testato la guida su RaspberryPi 3 con Raspbian Desktop Stretch.
Avviamo, come amministratore, il programma Etcher e selezioniamo la scheda SD corretta e il file .img appena scaricato, poi premiamo Flash!
La copia dell’immagine impiega un po’ di tempo, in base alla velocità della schedina, e alla versione di Raspbian scelta.
Perfetto, una volta completato avviamo il nostro RaspberryPi ed iniziamo con la configurazione iniziale, partendo dalla connessione alla rete (nel sito troverai guide e discussioni al riguardo).
Prima di tutto è bene, tramite il comando

espandere la partizione e settare tutti i parametri necessari in base alle nostre preferenze.
Una volta connessi alla rete, è necessario aggiornare il tutto, quindi procedi con il comando

Sistema operativo pronto!

Disco USB

Per evitare confusione, sarebbe meglio partire con un disco senza partizioni, ci sono vari modi per farlo, io per abitudine da windows, avvio diskpart come amministrazione, cerco il disco giusto con

lo seleziono con

lo svuoto con

RaspberryPi ha un piccolo difetto, non è in grado di fornire molta corrente tramite le porte USB, quindi potresti incontrare problemi nel collegare hard disk da 2.5″che non hanno una alimentazione separata.
Su alcuni modelli di RaspberryPi, è necessario aggiungere nel file /boot/config.txt la voce

per avere la massima corrente disponibile sulle porte USB (1200 mA). Questa è sempre da intendersi come corrente totale di tutte le USB disponibili sul vostro RaspberryPi. Se l’hard disk che volete collegare assorbe più corrente, dovrete ricorrere a un alimentatore separato, o a un HUB USB alimentato.

ATTENZIONE: ora bisogna formattare il disco USB! Andranno persi tutti i dati in esso contenuti, quindi fate attenzione ad usare un disco senza dati indispensabili.

Il filesystem è la base su cui poggiano i file. Il filesystem principalmente utilizzato in Windows è NTFS, in Linux EXT4, MAC HFS+.  Mac lavora bene con HFS+, quindi formattiamo in HFS+.

Cerchiamo il disco USB tramite il comando

se hai collegato solo la microSD ed il disco, quest’ultimo dovrebbe essere sda.

Nel mio caso

Per sicurezza, verifichiamo la dimensione del disco.

Fate un bel respiro e poi formattiamo con

dove sda va sostituito con l’identificativo del vostro disco, mentre timemachine è il nome della nuova partizione.

l’output sarà simile a questo

Linux vuole che vengano montate le partizioni in un directory dedicata, per fare questo, creiamone una e assegnamole i permessi:

Una volta creata la directory che fungerà da mount point, troviamo il codice univoco UUID della partizione

il quale sarà simile ad

Quasi pronto! manca solo un dettaglio, bisogna montare la partizione ad ogni avvio.

Per farlo, si usa il file fstab che gestisce il montaggio dei volumi con le relative opzioni.
Apriamo il file con

ed aggiungiamo alla fine: (ovviamente metti il tuo codice UUID)

usciamo e salviamo con Ctrl+X.

Adesso riavviamo il RaspberryPi, per verificare che sia andato tutto liscio.

Eseguiamo un test di montaggio

e tramite il df potremme verificare i dettagli

io ho usato una chiavetta usb, quindi lo spazio è poco

Netatalk

E’ giunto il momento di configurare il software per Time Machine.

Se lo installassimo tramite apt, avremmo una versione molto vecchia, quindi procediamo col metodo lungo per ottenere l’ultima versione, attualmente la 3.1.12

poi scarichiamo l’ultima versione, ma attenzione, adatta il numero alla versione attuale

procediamo con la creazione della configurazione

il successivo

nel RaspberryPi 3 ci sono voluti circa 10 minuti per completare l’operazione, il tempo varia in base alla velocità della microSD e processore.

Dopo la pausa caffè, proseguiamo con

ed in fine, verifichiamo il risultato tramite

il quale ci elencherà un po’ di dettagli del software appena installato.

Configurazione Netatalk

Bene, software installato, ma ancora da configurare, andiamo a modificare il file nsswitch.conf aggiungendo dopo dns, le voci mdns4 mdns , ottenendo

Successivamente modifichiamo afp.conf

aggiungendo

Tutto configurato e pronto all’azione! Avviamo i servizi.

Nessun errore? Fantastico, allora programmiamo il loro avvio con crontab ed un leggero ritardo, per permettere ai dispositivi usb di essere pronti all’avvio.

Riavviamo il tutto tramite

Configurare Time Machine

Da finder selezioniamo connetti al server, nella voce indirizzo scriviamo afp://ip del raspberry o il nome

nel mio caso

premendo connetti verranno richieste le credenziali di accesso, che sono identiche a quelli del RaspberryPi, di default utente pi e password raspberry.

Configurando TimeMachine, durante la ricerca della destinazione per il backup, comparirà il nostro RaspberryPi pronto a ricevere i dati.

Finito! O quasi…

Se il tuo RaspberryPi è esposto ad internet, ti consiglio di seguire la guida per la messa in sicurezza presente nel blog.

Spero che questa guida vi possa tornare utile, condividetela con chi pensiate ne abbia bisogno e per le domande ci sentiamo nel forum, nella discussione dedicata.

Riferimenti utili

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Ringraziamo il nostro amico Lorenzo_  per averci suggerito la scrittura di questa guida.

A proposito di Enrico Sartori

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Tecnico Microsoft da oltre un decennio, appena ho tempo cerco di imparare un po' di tutto.

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