domenica 5 Dicembre 2021
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Pi 4
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Aumento del prezzo del Pi 4 2GB, ritorno del Pi 4 1GB

Buongiorno appassionati di Lamponi elettronici.

La crisi

Come sapete, c’è in atto una pesante crisi nell’approvvigionamento dei semiconduttori. Un po’ a causa della Pandemia, un po’ per la crisi energetica, un po’ per speculazione, fatto sta che i semiconduttori stanno diventando molto difficili da reperire.
Ne subiscono le conseguenze diversi settori, e ovviamente la produzione di computer e schede elettroniche è uno di quelli più colpiti.
Con un post sul sito ufficiale Raspberry, il 20/10, Eben Upton fa il punto sulla situazione di Raspberry Pi.

Situazione

Fino a ora sono comunque riusciti a mantenere la produzione e le forniture, ma quest’anno, nonostante la domanda sia aumentata sensibilmente, non riusciranno a produrre più di 7 milioni di unità, più o meno quanto nel 2020. Ce ne siamo accorti tutti: i rivenditori ufficiali sono spesso senza forniture, e gli avvoltoi vendono i prodotti Raspberry su Amazon a prezzo molto più alti di quelli ufficiali.
In particolare, maggior difficoltà si riscontra nell’avere forniture per i prodotti più vecchi (mantenuti in produzione per continuità di supporto e compatibilità con chi ha creato prodotti basati su essi), prodotti con tecnologia a 40 nanometri.
Quindi tutto quello che precede il Pi4, il Pi 400 e il CM4 che è ancora in produzione: I Pi Zero, i Raspberry Pi 3 e 3B+, i CM3.
I costi aumentano, ricordando che la Fondazione Raspberry Pi è un ente no-profit, hanno dovuto apportare delle modifiche alla loro politica per mantenere la produzione sostenibile come costi.

Prima novità: Raspberry Pi 4 2GB aumenta di prezzo

Non è più possibile produrre il Pi 4 2Gb al prezzo standard dei modelli B a 35$. Pertanto la Fondazione ha preso la sofferta scelta di aumentare (per la prima volta nella loro storia e in modo dichiaratamente temporaneo) il prezzo di questo modello. Costerà da ora in poi, 45$, come era il suo prezzo in origine. Al lancio, infatti, c’era il Raspberry Pi 4 1GB a 35$, e il 2GB a 45$, e poi il prezzo era stato abbassato, come avevamo riportato qui

Seconda novità: il ritorno di Raspberry Pi 4 1GB

Consapevoli che un aumento di prezzo non piace a nessuno, e che tutte le generazioni di Raspberry sono sempre costate 35$ per il modello B, la Fondazione ha deciso di re-introdurre il Pi 4 con 1GB di RAM al prezzo di 35$.

Per chi vuole un Raspberry Pi 3B+

Ancora oggi, con il Pi 4 uscito da 2 anni e mezzo, mi contattano utenti che hanno appena comprato un Pi 3B+, o che mi chiedono consiglio su che modello scegliere tra 3B+ o 4. Molto probabilmente a causa delle recenti difficoltà a reperire un Raspberry Pi 4, dovute proprio alla crisi dei semiconduttori.
Ma ragazzi, il Raspberry Pi 3B+, oggi è ancora in produzione semplicemente perché la Raspberry Pi Foundation assicura il supporto e la produzione per un periodo predeterminato per ogni modello. Lo fa perché chi produce un prodotto industriale basato su tale modello di Raspberry Pi, prima di metterlo in produzione lo fa certificare e omologare secondo le normative vigenti, e questo ha un costo. Noni può permettersi di cambiare modello solo perché è uscito quello più nuovo, e deve avere disponibilità di ricambi identici.
Per l’utente comune, non c’è praticamente nessun motivo tecnico valido per non scegliere un Raspberry Pi 4, al posto di un Raspberry Pi 3B+.

Priorità

Detto questo, quando la coperta (chip a 40 nanometri) è corta, occorre dare delle priorità.
Essendo Raspberry Pi 3B+ molto più simile a livello di omologazioni al Pi 4, una migrazione verso esso è meno impattate che con gli altri modelli, dal punto di vista degli standard industriali (la radio wireless, è la stessa, e ha la stessa certificazione FCC, ad esempio). Quindi verrà sempre mantenuto in produzione come promesso, ma la priorità per i modelli a 40 nanometri, sarà a Raspberry Pi 3 e CM3 (più difficilmente sostituibili senza troppi grattacapi, a livello di utilizzo industriale)

Questo NON significa (come qualcuno ha scritto) che il Raspberry Pi 3 avrà priorità rispetto ai modelli Pi 4 e Pi 400.. stiamo proprio parlando di due classi distinte.

  • Raspberry Pi 4, Pi 400, CM4 = 28 nanometri, la Fondazione ha forniture sufficienti per soddisfare la richiesta per i prossimi 12 mesi, anche considerando le migrazioni dei produttori industriali provenienti da Raspberry Pi 3B+
  • Raspberry Pi e, Raspberry Pi 3B+, CM3 = 40 nanometri, qui c’è qualche problema, sebbene la produzione non sia di grandi pezzi, la priorità per i 40nanometri verrà data a Raspberry Pi 3 e CM3, per Raspberry Pi 3B+ potrebbero verificarsi tempi di attesa lunghi.

E il Pi Zero?

Purtroppo non è stato menzionato nell’accorato e trasparente post di Eben.
La mia personale speculazione è che da tempo fosse allo studio un nuovo modello di Pi Zero, con SoC derivato da quello del Pi 3 (in modo da avere il supporto ai 64 bit e potersi concentrare sullo sviluppo dell’ OS a 64 bit per tutti i nuovi modelli) e con 1GB di RAM. Ma la situazione attuale ha evidenziato come sia più rilevante la tecnologia costruttiva (la Fondazione ha problemi a procurarsi i vecchi chip a 40 nanometri e non quelli a 28) rispetto ai 32 o 64 bit. Quindi può essere che debba essere rivisto per evitare l’uso di chip a 40 nanometri e questo sposterà più in là i tempi.

E ora?

Nel frattempo, evitate di alimentare chi compra quando i prodotti ci sono per rivenderli a prezzo maggiorato quando non sono disponibili. Tutti i rivenditori ufficiali vendono ai prezzi (fissi) della Fondazione. Supportateli, soprattutto quelli italiani come Melopero o Kubii Italia, che lavorano per portarci i prodotti Raspberry Pi nel nostro paese con assistenza e supporto, e ora sono in un periodo in cui non ricevono nemmeno il materiale da poter vendere.

 

Qui il post in lingua originale sul sito ufficiale di Raspberry Pi

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A proposito di Zzed

Zzed
Appassionato di informatica alternativa, ma perenne novellino di Linux..

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